sabato 23 maggio 2009
mercoledì 1 aprile 2009
in memoria di Renato Salmina - gruppo 48
venerdì 20 marzo 2009
Lo stile anni ' 60

martedì 17 marzo 2009
musica MODS: The Small Faces
Gli Small Faces assieme agli Who, gruppi pop-rock britannici, furono l'emblema sociale e musicale dei Mods
domenica 15 marzo 2009
I primi Mods - il movimento Modernista


I Teddy Boys aprirono la strada ai Mods innescando un mercato ad hoc per teenagers, ottenendo una forza economica e sociale per ribellarsi all'autorità ed introducendo una moda specifica working class. L'abbigliamento diventa "un simbolo per esprimere la propria realtà sociale" fornendo così un motivo ai mass media per classificare le sottoculture come "gente demoniaca e giovani senza morale" (Marwick 68; Barnes 8; Clarke, Hebdige, Jefferson 170).

I primi Mods furono ragazzi che avevano resistito alla "ruvidezza" negli anni '50 dei Teds. Erano più interessati nella nuova estetica "moderna". I vestiti italiani al posto delle giacche in pelle, rithm and blues e modern jazz (da qui il termine Modernista) al posto di rock and roll e del trad jazz (genere inglese in stile dixieland molto popolare nei '50).
da http://www.italiamod.com/
sabato 14 marzo 2009
anni 50 i Teddy Boys

Negli anni 50 i teenagers iniziarono a prendere coscienza di essere una categoria sociale ben definita provocando una inevitabile rottura generazionale. Nasce il fenomeno delle bande giovanili, con i Teddy Boys. Il nome venne scelto prendendo in prestito il titolo in prima pagina di un giornale
del 1953, che abbreviava il nome Edward inTeddy.

Figli del dopoguerra, appartenenti alla working-class e con le tasche sufficientemente tintinnanti di danari da spendere in abbigliamento e dischi americani, furono la prima manifestazione giovanile di ribellione contro tutto ciò che li circondava. L'epicentro del movimento fu la città di Londra, ma ben presto la moda Teddy boy si estese in tutto il Regno Unito, venendo legato indissolubilmente al rock and roll americano in voga in quel momento. Si può dire che i Teddy boy furono il primo gruppo giovanile ad emergere. Socializzavano attorno ai juke-box che diffondevano la musica d'oltre oceano. Molti teddy boy si riunivano in bande che spesso si scontravano ferocemente fra loro, sotto l'occhio vigile della stampa che gonfiava gli eventi, contribuendo alla demonizzazione della subcultura.

Fra gli scontri più violenti, si ricordano i fatti di Notting Hills del 1958 quando molti teddy boy, in concomitanza con bande razziste e neonaziste, organizzarono ronde nel quartiere londinese danneggiando le proprietà di immigrati di colore ed aggredendone alcuni.
domenica 1 marzo 2009
“Scusi, vuol ballare con me? Grazie, preferisco di no….”
Nel 1964 iniziava la guerra in Vietnam, esplode la Pop art e Martin Luther King riceve il premio nobel per la pace. In quegli anni nasce la minigonna. Mary Quant o Courrèges? Ancora oggi è in dubbio chi sia l’inventore, ma in quella sforbiciata che accorcia di almeno 20 cm le gonne, avviene la più emblematica rivoluzione nella storia del costume degli ultimi cinquant’anni.
Anche il Ticino non resta isolato dalle mode. Influenzati dalla vicina penisola, e soprattutto grazie alla RAI che inizia ad entrare nelle case ticinesi, arriva la moda del “surf”, il ballo collettivo che viene dall’America, così come lo “shake” lanciato da Rita Pavone con il “Geghegé”.
mercoledì 11 febbraio 2009
4° colloquio internazionale sull'animazione socioculturale!
domenica 1 febbraio 2009
giovedì 22 gennaio 2009
i padri nel tempo
mercoledì 10 dicembre 2008
1948: mai più / 2008: cos'é cambiato? troppo poco
Il 10 dicembre, a 60 anni dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, con dolore e tristezza possiamo solo constatare che i diritti umani continuano ad essere quotidianamente calpestati:miseria, fame, conflitti e guerre, tortura, violenza, pregiudizi, razzismo, truffe di stato, ingiustizia sociale .....
domenica 23 novembre 2008
un mondo migliore é possibile
lo slogan '08 "un altro mondo é possibile" coniato durante il Forum Sociale Mondiale di Porto Alegre si é poi trasformato in "un mondo migliore é possibile".domenica 9 novembre 2008
gli slogan del 68
IMMAGINAZIONE AL POTERE !in Francia, la rivolta degli studenti nel maggio ‘68 non è tanto una ribellione politica bensì, soprattutto, una rivoluzione culturale. Presenta apparenze politiche: gergo rivoluzionario, messaggi sovversivi, barricate, scontri con la polizia, esibizione di icone insorte (Lenin, Mao, Ho Chi Minh, Che Guevara). Ma in nessun momento gli studenti si propongono seriamente la presa del potere, modo principale di portare a termine una rivoluzione politica, di modificare le strutture della proprietà e di cambiare le relazioni di dominio. L’epicureismo prevale come dimostra lo slogan: “La rivoluzione cessa a partire dal momento in cui bisogna sacrificarsi per lei”.
Intrisi di marxismo, e più ancora di freudismo, di surrealismo, di situazionismo e di spirito libertario, nutriti di pubblicità e dipendenti dalla cultura di massa, i giovani insorti francesi elaborano a caldo (“dal vivo” direbbe la televisione) quello che potremmo chiamare una rivoluzione pop (alludendo alla pop-art). Quella creatività, e l’edonismo che l'impregna, è ciò che vale loro la simpatia universale.
Mettono in crisi l’autorità e tutti i sistemi gerarchici verticali: famiglia, scuola, Chiesa, esercito, partito, edificio, impresa. Nessuna di queste istituzioni sarà più uguale (si pensi al declino del Partito Comunista).Sgombrano nuovi territori, ignorati dalla politica: femminismo, uguaglianza di genere, liberazione omosessuale, ecologia. Reclamano il diritto all’utopia (“L'immaginazione al potere!”). Ed annunciano, e denunciano, l’inesorabile tirannia della società di consumo (“Consumate di più, vivrete di meno”). Maggio ‘68 sembrava rispondere all’ingiunzione di Marx di “trasformare il mondo”. In realtà rispose al postulato di Rimbaud di “cambiare la vita”.
tratto da un articolo di Ignacio Ramonet
martedì 14 ottobre 2008
Le All-Star festeggiano i 100 anni e tornano di moda alla grande!
Amate dagli atleti, dai musicisti, dai teddy boys (James Dean) e anche dai bad boys (Kurt Cobain) erano
state ideate nei primi decenni del ‘900 come scarpe da basket. Diventano il simbolo della cultura afro-americana e delle
squadre di basket degli anni 20 e 30. Negli anni 50 rappresentano l’icona della ribellione nei film e fanno parte del vestiario rockettaro. Poi riemergono nella cultura pop giovanile, mentre spopolano negli anni Novanta con il fenomeno grunge. Oggi fanno parte del nuovo stile casual. fm 

giovedì 9 ottobre 2008
48 - balli e divertimento
"Ci si trovava al mitico Grotto Chiodi di Ascona, per uno spuntino e un giro di walzer" ...e poi c'erano i balli delle società, come "il ballo degli ufficiali" al Grandhotel di Locarno. Le ragazze rigorosamente in abito lungo. "Si andava a ballare anche al Kursaal, alla Taverna di Ascona, al Ristorante Riviera e al Ristorante Ponte (vicino alla rotonda che va a Losone). A Minusio al Ristorante Del Ponte si poteva anche imparare a ballare. A Brissago, all’Eden c’era un inglese che insegnava a ballare, ma solo ai giovanotti; si ballava anche dallo "Storelli" (oggi Verbano). L'entrata era di 50 ct. Si ballava al suono dell'orchestra, la Pirinoli o di musicisti come il Raca o il Boldrini." Sono solo alcune delle informazioni raccolte nel gruppo 48 (nelle foto: carnevale a Locarno 1950, via R. Simen; ballo al Grotto Chiodi; ballo degli ufficiali; cena di classe a Brissago; il Grandhotel)
Il Grotto Chiodi ubicato sulla riva del lago che da Ascona porta a Brissago, non esiste più. E' stato demolito per lasciare spazio alla nuova strada di circonvallazione di Ascona.
domenica 5 ottobre 2008
il manifesto del cantiere della gioventù: centro sperimentale di occupazione del tempo libero







