mercoledì 11 febbraio 2009

4° colloquio internazionale sull'animazione socioculturale!

 
Il tema verterà sulla creatività.  Siete invitati a Montréal  dal 28 al 31 ottobre 2009.

giovedì 22 gennaio 2009

i padri nel tempo

Fino a fine '800, nella nostra cultura il padre era autorità e guida morale. Non esprimeva i propri sentimenti ma solo l'approvazione o meno dei comportamenti dei figli.

Per quelli del 48 il padre é il sostegno economico della famiglia, senza alcun ruolo diretto sull'educazione dei figli, in cui è dominante la figura materna.

fino al 1965 viene criticata l'accresciuta dominanza materna e la mancanza di un padre "forte", essenziale per consentire la tipizzazione sessuale dei figli.

Questa consapevolezza stimola il coinvolgimento nell'educazione dei figli. Emerge la fgura del "nuovo padre" che cura i figli, gioca con loro e partecipa al lavoro domestico

(da Di padre in padre, Coppola-D'Ella-Gigante, Ed. La Meridiana)


mercoledì 10 dicembre 2008

1948: mai più / 2008: cos'é cambiato? troppo poco


Posted by Picasa


Il 10 dicembre, a 60 anni dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, con dolore e tristezza possiamo solo constatare che i diritti umani continuano ad essere quotidianamente calpestati:miseria, fame, conflitti e guerre, tortura, violenza, pregiudizi, razzismo, truffe di stato, ingiustizia sociale .....

domenica 23 novembre 2008

un mondo migliore é possibile

lo slogan '08 "un altro mondo é possibile" coniato durante il Forum Sociale Mondiale di Porto Alegre si é poi trasformato in "un mondo migliore é possibile".
... e come dice Pablo Neruda
"Podrán cortar todas las flores, pero no podrán impedir la llegada de la primavera”.

"Potranno tagliare tutti i fiori, ma non potranno impedire l'arrivo della primavera"

Milioni di donne e di uomini, organizzazioni, reti, movimenti, sindacati da tutte le parti del mondo, veniamo da villaggi, regioni, zone rurali, centri urbani, siamo di tutte le età, genti, culture, credi, ma siamo uniti dalla forte convinzione che UN ALTRO MONDO E’ POSSIBILE.




domenica 9 novembre 2008

gli slogan del 68

IMMAGINAZIONE AL POTERE !

in Francia, la rivolta degli studenti nel maggio ‘68 non è tanto una ribellione politica bensì, soprattutto, una rivoluzione culturale. Presenta apparenze politiche: gergo rivoluzionario, messaggi sovversivi, barricate, scontri con la polizia, esibizione di icone insorte (Lenin, Mao, Ho Chi Minh, Che Guevara). Ma in nessun momento gli studenti si propongono seriamente la presa del potere, modo principale di portare a termine una rivoluzione politica, di modificare le strutture della proprietà e di cambiare le relazioni di dominio. L’epicureismo prevale come dimostra lo slogan: “La rivoluzione cessa a partire dal momento in cui bisogna sacrificarsi per lei”.
Intrisi di marxismo, e più ancora di freudismo, di surrealismo, di situazionismo e di spirito libertario, nutriti di pubblicità e dipendenti dalla cultura di massa, i giovani insorti francesi elaborano a caldo (“dal vivo” direbbe la televisione) quello che potremmo chiamare una rivoluzione pop (alludendo alla pop-art). Quella creatività, e l’edonismo che l'impregna, è ciò che vale loro la simpatia universale.
Mettono in crisi l’autorità e tutti i sistemi gerarchici verticali: famiglia, scuola, Chiesa, esercito, partito, edificio, impresa. Nessuna di queste istituzioni sarà più uguale (si pensi al declino del Partito Comunista).Sgombrano nuovi territori, ignorati dalla politica: femminismo, uguaglianza di genere, liberazione omosessuale, ecologia. Reclamano il diritto all’utopia (“L'immaginazione al potere!”). Ed annunciano, e denunciano, l’inesorabile tirannia della società di consumo (“Consumate di più, vivrete di meno”). Maggio ‘68 sembrava rispondere all’ingiunzione di Marx di “trasformare il mondo”. In realtà rispose al postulato di Rimbaud di “cambiare la vita”.

tratto da un articolo di Ignacio Ramonet

martedì 14 ottobre 2008

Le All-Star festeggiano i 100 anni e tornano di moda alla grande!


Amate dagli atleti, dai musicisti, dai teddy boys (James Dean) e anche dai bad boys (Kurt Cobain) erano state ideate nei primi decenni del ‘900 come scarpe da basket. Diventano il simbolo della cultura afro-americana e delle squadre di basket degli anni 20 e 30. Negli anni 50 rappresentano l’icona della ribellione nei film e fanno parte del vestiario rockettaro. Poi riemergono nella cultura pop giovanile, mentre spopolano negli anni Novanta con il fenomeno grunge. Oggi fanno parte del nuovo stile casual. fm